Sulla tappa del giorno prima con arrivo a Tropea si era capito che Contador era il più forte ma nell'arrivo sull'Etna (dopo 169 km di corsa della 9a tappa partita da Messina) di ieri ho il brutto presentimento che la corsa rosa sia già finita dopo appena la prima settimana visto che lo spagnolo ha dimostrato di essere talmente superiore ai rivali che è bastato fare uno scatto secco a 7 km dal traguardo per sbarazzarsi di tutti i pretendenti la maglia rosa.
L'unico a resistere dei big è stato Michele Scarponi che si è strapazzato talmente tanto in quei 2 km di fuga con Alberto Contador che poi si è piantato e addirittura ha sofferto in fondo al gruppo dei migliori salendo su con la forza della disperazione.
Peccato, per pochi minuti è stato emozionante vedere un italiano tenere testa al campione spagnolo ma poi la triste realtà...
A tenere testa fino all'ultimo km è stato il venezuelano José Rujano che era già in fuga da molti km, ma sul finale è crollato.
Dai 7 km ai 4 km il già vincitore del Giro d'Italia 2008 ha recuperato tutti i precedenti fuggitivi e ha incrementato il vantaggio sugli inseguitori in maniera impressionante fino a 50 secondi (ho notato che aveva le moto troppo vicine che secondo me lo favorivano facendogli l'andatura) quindi immaginate in tapponi alpini che distacchi che darà!
Dietro, il padrone di casa Vincenzo Nibali non sapeva che pesci pigliare con Stefano Garzelli a dargli una mano a tirare il gruppo dei migliori.
Ai tre km dalla conclusione un vento fortissimo sparpagliava i ciclisti che salivano lungo le rampe dell'Etna ma Contador sembrava immune all'evento atmosferico e continuava a tenere il vantaggio costante sugli inseguitori.
L'ex maglia rosa Weening si è staccato quasi subito i km finali che portavano all'arrivo, al traguardo ha accusato oltre 4 minuti.
Ha tenuto benissimo invece il bielorusso Sivtsov Kanstantsin che rimane al secondo posto della classifica generale sbarazzandosi di Marco Pinotti in crisi oggi.
Il corridore della HTC-Highroad è attualmente in ritardo di 59 secondi.
Il francese Le Mevel è terzo a 1 minuto e 19 secondi, Vincenzo Nibali al quarto a 1 minuti e 21, Michele Scarponi a un minuto e 28 e Arroyo a 1 minuto e 37.
Oggi pomeriggio, 16 maggio 2011, riposo.
Si riprenderà martedi 17 maggio 2011 con la 10a tappa Termoli – Teramo di 156 Km.
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lunedì 16 maggio 2011
venerdì 28 maggio 2010
Giro d'Italia, tappa dell'Aprica a Scarponi
La 19a tappa di oggi era tra le più dure del Giro d'Italia 2010 con il Mortirolo e l'Aprica.
La Brescia-Aprica di 195 km è stata vinta da Michele Scarponi che ha ricevuto il giusto ringraziamento da Ivan Basso e Vincenzo Nibali della Liquigas che hanno raggiunto il loro obiettivo: far indossare la maglia rosa al veronese!
Gara bellissima con Stefano Garzelli che a 65 km dal traguardo in una salita molto impegnativa, Trivigno, stracca il gruppo maglia rosa e si porta tutto solo all'inseguimento del quartetto di testa che resta in due con Failli, compagno di squadra dell'ex vincitore del Giro d'Italia, che aiuta il suo capitano aspettandolo.
Dietro la Liquigas a tutta e il gruppo dei migliori resta con poche unità; terminata la salita Garzelli con il suo compagno di squadra si portano in testa e proseguono con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori.
Sul Mortirolo c'è uno spettacolo come sempre con Garzelli tutto solo al comando in vantaggio di un minuto e mezzo su Ivan Basso, Nibali e Scarponi che staccano gli altri big Sastre, Evans e Vinokourov.
La maglia rosa Arroyo decide sin dai primi km di salire con il proprio passo e arriverà in vetta alla salita di Pantani con un ritardo di un minuto e 55 secondi dal terzetto di testa che durante i 12 km di erta durissima recuperano il gap e superano Garzelli (4 italiani in testa per diversi minuti).
Vinokourov a 50 secondi ed Evans staccato di 1 minuto e 43.
Incredibile ma vero, la discesa molto tecnica e soprattutto con strada bagnata diventa una chimera per Ivan Basso che scende pianissimo con Nibali costretto a rallentare per disegnargli la giusta traiettoria. Scarponi non ha tirato un metro.
Scatenata la maglia rosa Arroyo che si butta giù come un missile e va a riprendere e superare tutti quelli che erano davanti a lui fino ad agganciare Vinokourov a un minuto di svantaggio dai primi.
Chilometro dopo chilometro il tandem recupera vistosamente sui primi fino a portarsi a 39 secondi di ritardo.
Praticamente lo spagnolo leader della generale aveva recuperato a Basso e company un minuto e 20!
Ma gli ultimi 20 km sono stati senza più discesa pericolosa ma di falso piano e salita dura soprattutto gli ultimi 7 km, quindi davanti hanno riguadagnato.
Lentamente lo svantaggio di Arroyo e Vinoukorov ritorna inesorabilmente a salire fino al minuto; davanti Scarponi collabora moltissimo e il gruppo di Sastre ed Evans con un sorprendente Gadret (secondo nella cronoscalata di Plan de Corones) che iniziano l'arrampicata finale collaborando ma poi la stanchezza ha preso il sopravvento con un Arroyo che si trova da una speranza d'aiuto (avendo aspettato quelli dietro) ad una nervosa condotta di gara nel tentativo di ottenere collaborazione dagli altri uomini di classifica.
Davanti Ivan Basso scatenato con Nibali e Scarponi incollati che lo aiutano efficacemente nei tratti veloci; il vantaggio da 44 secondi ai 20 km dall'arrivo diventano prima un minuto e poi un minuto e mezzo.
Ai meno 10 Arroyo è praticamente fermo insieme agli altri 6 all'inseguimento mentre davanti salgono molto forte.
Il vantaggio sale a vista d'occhio negli ultimi 5 km con il cronometro che segna i 3 minuti di ritardo della maglia rosa da Ivan Basso che diventa prima nuovo leader virtuale e al traguardo ufficiale dopo l'arrivo del gruppetto di Arroyo a 3 minuti e 6 secondi di ritardo.
Il gruppetto è arrivato a poco più di tre minuti, regolato in volata da Vinokourov. In classifica generale adesso il varesino della Liquigas ha 51 secondi di vantaggio su David Arroyo. Al terzo posto a 2’30" il suo compagno di squadra "Lo squalo dello Stretto" Vincenzo Nibali e quarto lo scalatore Michele Scarponi, con un distacco di 2’49".
Onore allo spagnolo Arroyo che fino all'ultimo ha difeso il simbolo del primato con le unghie e con i denti giungendo sul traguardo stremato.
Gli abbuoni sono per tutte le tappe tranne le cronometro di 20 secondi per il vincitore, 12 per il secondo e 8 per il terzo.
La storia si ripete! Il 28 maggio 2006 infatti Basso vinse il suo primo Giro d'Italia: cambiano gli avversari ma il protagonista è sempre lui!
Il commento alle altre tappe del Giro d'Italia 2010:
La Brescia-Aprica di 195 km è stata vinta da Michele Scarponi che ha ricevuto il giusto ringraziamento da Ivan Basso e Vincenzo Nibali della Liquigas che hanno raggiunto il loro obiettivo: far indossare la maglia rosa al veronese!
Gara bellissima con Stefano Garzelli che a 65 km dal traguardo in una salita molto impegnativa, Trivigno, stracca il gruppo maglia rosa e si porta tutto solo all'inseguimento del quartetto di testa che resta in due con Failli, compagno di squadra dell'ex vincitore del Giro d'Italia, che aiuta il suo capitano aspettandolo.
Dietro la Liquigas a tutta e il gruppo dei migliori resta con poche unità; terminata la salita Garzelli con il suo compagno di squadra si portano in testa e proseguono con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori.
Sul Mortirolo c'è uno spettacolo come sempre con Garzelli tutto solo al comando in vantaggio di un minuto e mezzo su Ivan Basso, Nibali e Scarponi che staccano gli altri big Sastre, Evans e Vinokourov.
La maglia rosa Arroyo decide sin dai primi km di salire con il proprio passo e arriverà in vetta alla salita di Pantani con un ritardo di un minuto e 55 secondi dal terzetto di testa che durante i 12 km di erta durissima recuperano il gap e superano Garzelli (4 italiani in testa per diversi minuti).
Vinokourov a 50 secondi ed Evans staccato di 1 minuto e 43.
Incredibile ma vero, la discesa molto tecnica e soprattutto con strada bagnata diventa una chimera per Ivan Basso che scende pianissimo con Nibali costretto a rallentare per disegnargli la giusta traiettoria. Scarponi non ha tirato un metro.
Scatenata la maglia rosa Arroyo che si butta giù come un missile e va a riprendere e superare tutti quelli che erano davanti a lui fino ad agganciare Vinokourov a un minuto di svantaggio dai primi.
Chilometro dopo chilometro il tandem recupera vistosamente sui primi fino a portarsi a 39 secondi di ritardo.
Praticamente lo spagnolo leader della generale aveva recuperato a Basso e company un minuto e 20!
Ma gli ultimi 20 km sono stati senza più discesa pericolosa ma di falso piano e salita dura soprattutto gli ultimi 7 km, quindi davanti hanno riguadagnato.
Lentamente lo svantaggio di Arroyo e Vinoukorov ritorna inesorabilmente a salire fino al minuto; davanti Scarponi collabora moltissimo e il gruppo di Sastre ed Evans con un sorprendente Gadret (secondo nella cronoscalata di Plan de Corones) che iniziano l'arrampicata finale collaborando ma poi la stanchezza ha preso il sopravvento con un Arroyo che si trova da una speranza d'aiuto (avendo aspettato quelli dietro) ad una nervosa condotta di gara nel tentativo di ottenere collaborazione dagli altri uomini di classifica.
Davanti Ivan Basso scatenato con Nibali e Scarponi incollati che lo aiutano efficacemente nei tratti veloci; il vantaggio da 44 secondi ai 20 km dall'arrivo diventano prima un minuto e poi un minuto e mezzo.
Ai meno 10 Arroyo è praticamente fermo insieme agli altri 6 all'inseguimento mentre davanti salgono molto forte.
Il vantaggio sale a vista d'occhio negli ultimi 5 km con il cronometro che segna i 3 minuti di ritardo della maglia rosa da Ivan Basso che diventa prima nuovo leader virtuale e al traguardo ufficiale dopo l'arrivo del gruppetto di Arroyo a 3 minuti e 6 secondi di ritardo.
Il gruppetto è arrivato a poco più di tre minuti, regolato in volata da Vinokourov. In classifica generale adesso il varesino della Liquigas ha 51 secondi di vantaggio su David Arroyo. Al terzo posto a 2’30" il suo compagno di squadra "Lo squalo dello Stretto" Vincenzo Nibali e quarto lo scalatore Michele Scarponi, con un distacco di 2’49".
Onore allo spagnolo Arroyo che fino all'ultimo ha difeso il simbolo del primato con le unghie e con i denti giungendo sul traguardo stremato.
Gli abbuoni sono per tutte le tappe tranne le cronometro di 20 secondi per il vincitore, 12 per il secondo e 8 per il terzo.
La storia si ripete! Il 28 maggio 2006 infatti Basso vinse il suo primo Giro d'Italia: cambiano gli avversari ma il protagonista è sempre lui!
Il commento alle altre tappe del Giro d'Italia 2010:
- Giro d'Italia 2010, 18a tappa a Greipel
- Giro d'Italia, 17a tappa a Monier
- Giro d'Italia, cronoscalata Plan de Corones a Garzelli
- Giro d'Italia, 23 maggio 2010, 15a tappa sullo Zoncolan a Ivan Basso
- 14a tappa Ferrara-Asolo di 205 km a Vincenzo Nibali
- 13a tappa, Porto Recanati-Cesenatico a Belletti
- 12a tappa a Pozzato
- 11a tappa a Petrov
- 10a tappa a Farrar
- 9a tappa a Goss
- 8a tappa a Sorensen
- 7a tappa a Cadel Evans
- 6a tappa a Lloyd
- 5a tappa a Pineau
- 4a tappa alla squadra Liquigas
- 3a tappa a Weylandt
- 2a tappa a Farrar
- Wiggins prima maglia rosa del Giro d'Italia.
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sabato 22 maggio 2010
Giro d'Italia, 14a tappa Ferrara-Asolo di 205 km a Vincenzo Nibali
Una tappa bellissima anche oggi 22 maggio 2010, la 14a del Giro d'Italia che si correva da Ferrara ad Asolo per 205 km.
Prima ora di gara corsa a 51 km orari di media con cinque corridori in fuga tra cui gli italiani Bisolti e Pozzato. Il vantaggio massimo degli 8 minuti è lentamente sceso ai 5 anche grazie al grande lavoro della Liquigas che si è confermata la squadra più forte della corsa rosa.
La salita del Monte Grappa era di 19 km e prima Agnoli e poi Sylvester Szmyd sgretolano il gruppo maglia rosa con i capitani della Liquigas Nibali e Basso alla loro ruota.
Grande gioco di squadra del team verde che sacrifica il migliore in classifica generale (Agnoli) per i più forti.
A questo punto davanti in fuga scatta l'taliano Bisolti che prosegue in testa per diversi km con un vantaggio di 2 minuti sul gruppo dei big e la maglia rosa.
Scatta Wiggins che raggiunge il suo compagno di squadra ma nonostate il suo aiuto dopo qualche km di salita è costretto ad alzare bandiera bianca perchè dietro vanno fortissimo grazie a Szmyd che si conferma un gregario eccellente.
Scatta Nibali e il banco salta con Basso, Scarponi e Cadel Evans a ruota mentre Vinokourov rimane attardato e fatica ad andare avanti, però è a pochi metri dal gruppo di testa; successivamente verrà ripreso da Sastre che si trovata qualche secondo indietro, Arroyo subito dopo; Garzelli va pianissimo (giungerà sul traguardo di Asolo con 19 minuti di ritardo dal primo) mentre Gilberto Simoni fa tenerezza a vederlo staccato quasi subito, alle prime rampe (spero che domani sulla durissima tappa dell Zoncolan possa vincere).
La maglia rosa Porte perdeva contatto mentre Arroyo, secondo in classifica generale, si trovava avvantaggiato su di lui.
In cima transitano i primi 4: Nibali, Evans, Basso e Scarponi (complimenti a Savoldelli che in cronaca aveva intuito che lo scalatore stava benissimo e avrebbe fatto una grande gara); a seguire Vinokourov e Sastre staccati di quasi un minuto, Arroyo sui due minuti mentre la maglia rosa Porte a 3 minuti.
In discesa Nibali sfrutta le sue grandi doti di velocista (Savoldelli dice di vederlo fortissimo e se lo dice lui che dopo Fiorenzo Magni è il più forte discesista di tutti i tempi allora vuol dire che Nibali è andato giù divinamente) e guadagna sul terzetto che vede il suo compagno di squadra Ivan Basso in grosse difficoltà; da premettere che l'asfalto era bagnato per via della pioggia.
Vinokourov stacca Cadel Evans e si porta tutto solo all'inseguimento ma il vantaggio per lui sale.
Dal GPM del Grappa al traguardo ci sono 40 km ma dopo la discesa ci sono 15 km di pianura dove Nibali conserva il suo vantaggio di 40 secondi sui tre inseguitori (ovviamente Basso non tira avendo il compagno di squadra davanti) e un minuto e mezzo su Vinokourov.
Arroyo distanziato di oltre tre minuti trova l'alleanza di Cunego e Wiggins e nel tratto in pianura guadagnerà fino a un minuto.
Sul traguardo Nibali precede di 23 secondi il terzetto regolato da Ivan Basso (bisogna ricordare che vanno aggiunti gli abbuoni di 20 secondi per il vincitore e 12 per il secondo) mentre Scarponi giunge terzo (8 secondi abbuono) e Cadel Evans quarto.
Arroyo è giunto a 2 minuti e 25 secondi dal messinese e ha conquistato la maglia rosa visto che Porte è giunto con oltre 4 minuti di ritardo.
In basso la classifica generale della maglia rosa:
1 ARROYO DURAN David ESP
2 PORTE Richie AUS a 0:39
3 TONDO VOLPINI Xavier ESP a 2:12
4 KISERLOVSKI Robert CRO a 2:35
5 GERDEMANN Linus GER a 3:52
6 SASTRE CANDIL Carlos ESP a 5:27
7 WIGGINS Bradley GBR a 6:32
8 NIBALI Vincenzo ITA a 6:51
9 VINOKOUROV Alexandre KAZ a 7:15
10 EVANS Cadel AUS a 7:26
11 BASSO Ivan ITA a 7:43
12 SCARPONI Michele ITA a 9:02
13 PINOTTI Marco ITA a 10:23
14 KARPETS Vladimir RUS a 10:45
15 CUNEGO Damiano ITA a 11:11
In corsivo ho inserito i nomi dei favoriti per la vittoria finale, Arroyo è forte e si trova con un vantaggio di 7 minuti su Nibali e gli altri che hanno dimostrato di essere i più forti.
Sastre appare fuori forma ma ha un minuto e mezzo su Nibali.
La Liquigas deve attaccare anche nelle prossime tappe impegnative e se in questa tappa con un Gran Premio della Montagna lontano dal traguardo 40 km e con pendenze importanti solo nell'ultimo tratto di 4 km della salita è riuscita a scemare così bene il gruppo, penso che il gap da colmare con la maglia rosa non sia un'utopia!
La vittoria di Nibali oggi è la terza vittoria italiana consecutiva dopo quelle di Pozzato e Belletti.
In basso il commento alle altre tappe del Giro d'Italia 2010:
Prima ora di gara corsa a 51 km orari di media con cinque corridori in fuga tra cui gli italiani Bisolti e Pozzato. Il vantaggio massimo degli 8 minuti è lentamente sceso ai 5 anche grazie al grande lavoro della Liquigas che si è confermata la squadra più forte della corsa rosa.
La salita del Monte Grappa era di 19 km e prima Agnoli e poi Sylvester Szmyd sgretolano il gruppo maglia rosa con i capitani della Liquigas Nibali e Basso alla loro ruota.
Grande gioco di squadra del team verde che sacrifica il migliore in classifica generale (Agnoli) per i più forti.
A questo punto davanti in fuga scatta l'taliano Bisolti che prosegue in testa per diversi km con un vantaggio di 2 minuti sul gruppo dei big e la maglia rosa.
Scatta Wiggins che raggiunge il suo compagno di squadra ma nonostate il suo aiuto dopo qualche km di salita è costretto ad alzare bandiera bianca perchè dietro vanno fortissimo grazie a Szmyd che si conferma un gregario eccellente.
Scatta Nibali e il banco salta con Basso, Scarponi e Cadel Evans a ruota mentre Vinokourov rimane attardato e fatica ad andare avanti, però è a pochi metri dal gruppo di testa; successivamente verrà ripreso da Sastre che si trovata qualche secondo indietro, Arroyo subito dopo; Garzelli va pianissimo (giungerà sul traguardo di Asolo con 19 minuti di ritardo dal primo) mentre Gilberto Simoni fa tenerezza a vederlo staccato quasi subito, alle prime rampe (spero che domani sulla durissima tappa dell Zoncolan possa vincere).
La maglia rosa Porte perdeva contatto mentre Arroyo, secondo in classifica generale, si trovava avvantaggiato su di lui.
In cima transitano i primi 4: Nibali, Evans, Basso e Scarponi (complimenti a Savoldelli che in cronaca aveva intuito che lo scalatore stava benissimo e avrebbe fatto una grande gara); a seguire Vinokourov e Sastre staccati di quasi un minuto, Arroyo sui due minuti mentre la maglia rosa Porte a 3 minuti.
In discesa Nibali sfrutta le sue grandi doti di velocista (Savoldelli dice di vederlo fortissimo e se lo dice lui che dopo Fiorenzo Magni è il più forte discesista di tutti i tempi allora vuol dire che Nibali è andato giù divinamente) e guadagna sul terzetto che vede il suo compagno di squadra Ivan Basso in grosse difficoltà; da premettere che l'asfalto era bagnato per via della pioggia.
Vinokourov stacca Cadel Evans e si porta tutto solo all'inseguimento ma il vantaggio per lui sale.
Dal GPM del Grappa al traguardo ci sono 40 km ma dopo la discesa ci sono 15 km di pianura dove Nibali conserva il suo vantaggio di 40 secondi sui tre inseguitori (ovviamente Basso non tira avendo il compagno di squadra davanti) e un minuto e mezzo su Vinokourov.
Arroyo distanziato di oltre tre minuti trova l'alleanza di Cunego e Wiggins e nel tratto in pianura guadagnerà fino a un minuto.
Sul traguardo Nibali precede di 23 secondi il terzetto regolato da Ivan Basso (bisogna ricordare che vanno aggiunti gli abbuoni di 20 secondi per il vincitore e 12 per il secondo) mentre Scarponi giunge terzo (8 secondi abbuono) e Cadel Evans quarto.
Arroyo è giunto a 2 minuti e 25 secondi dal messinese e ha conquistato la maglia rosa visto che Porte è giunto con oltre 4 minuti di ritardo.
In basso la classifica generale della maglia rosa:
1 ARROYO DURAN David ESP
2 PORTE Richie AUS a 0:39
3 TONDO VOLPINI Xavier ESP a 2:12
4 KISERLOVSKI Robert CRO a 2:35
5 GERDEMANN Linus GER a 3:52
6 SASTRE CANDIL Carlos ESP a 5:27
7 WIGGINS Bradley GBR a 6:32
8 NIBALI Vincenzo ITA a 6:51
9 VINOKOUROV Alexandre KAZ a 7:15
10 EVANS Cadel AUS a 7:26
11 BASSO Ivan ITA a 7:43
12 SCARPONI Michele ITA a 9:02
13 PINOTTI Marco ITA a 10:23
14 KARPETS Vladimir RUS a 10:45
15 CUNEGO Damiano ITA a 11:11
In corsivo ho inserito i nomi dei favoriti per la vittoria finale, Arroyo è forte e si trova con un vantaggio di 7 minuti su Nibali e gli altri che hanno dimostrato di essere i più forti.
Sastre appare fuori forma ma ha un minuto e mezzo su Nibali.
La Liquigas deve attaccare anche nelle prossime tappe impegnative e se in questa tappa con un Gran Premio della Montagna lontano dal traguardo 40 km e con pendenze importanti solo nell'ultimo tratto di 4 km della salita è riuscita a scemare così bene il gruppo, penso che il gap da colmare con la maglia rosa non sia un'utopia!
La vittoria di Nibali oggi è la terza vittoria italiana consecutiva dopo quelle di Pozzato e Belletti.
In basso il commento alle altre tappe del Giro d'Italia 2010:
- 13a tappa, Porto Recanati-Cesenatico a Belletti
- 12a tappa a Pozzato
- 11a tappa a Petrov
- 10a tappa a Farrar
- 9a tappa a Goss
- 8a tappa a Sorensen
- 7a tappa a Cadel Evans
- 6a tappa a Lloyd
- 5a tappa a Pineau
- 4a tappa alla squadra Liquigas
- 3a tappa a Weylandt
- 2a tappa a Farrar
- Wiggins prima maglia rosa del Giro d'Italia.
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